Quando la pelle mi fa arrabbiare: comprendere la rabbia e prendersene cura

28/09/2023
Federica Osti
Federica Osti - Dermatologa - Quando la pelle mi fa arrabbiare

La rabbia è un’emozione davvero particolare, una delle più impegnative e complesse per l’ essere umano.
Tuttə proviamo rabbia e sperimentiamo questa emozione con varie intensità e in diversi modi, anche perché è una risposta, o meglio, una reazione naturale ed istintiva del nostro corpo di fronte a situazioni che percepiamo come ingiuste, minacciose, frustranti.

Essa può scatenare sensazioni forti, talvolta potenti e può manifestarsi in diversi modi. Può innescare reazioni fisiche: aumento del battito cardiaco, della pressione sanguigna, sudorazione, dilatazione delle pupille, ecc.

Oppure, influenza i nostri comportamenti: da una parte, si possono avere reazioni aggressive e incontrollate o addirittura violente; dall’altra, la rabbia può indurci a scegliere un silenzio ostile, il distacco e la solitudine.

Infine, la rabbia può intaccare i nostri pensieri; tendiamo a concentrarci sugli aspetti negativi di una situazione, a rimuginare sugli eventi e, quindi, a essere meno dispostə a trovare soluzioni e ad abbandonare il risentimento.

In tutti i casi, comunque, la rabbia ci mette di fronte alla nostra vulnerabilità e ci costringe, spesso, a ripensare alla nostra storia: la rabbia che viviamo nel presente riaccende la rabbia che abbiamo accumulato nel tempo e, in un vortice di negatività, trova collegamenti e argomentazioni per nutrirsi e moltiplicarsi.

La rabbia non è un’emozione semplice, quindi, e non di rado compromette la nostra serenità.

Ma perché mi interessa questo argomento? In che modo si collega alla dermatologia?

Rabbia e dermatologia hanno un rapporto molto stretto, in realtà. Vediamo in che modo.

Quando parlo con le mie pazienti/i miei pazienti, mi accorgo che spesso percepiscono la pelle come una sorta di biglietto da visita. E, in effetti, è un pensiero molto diffuso e, soprattutto, promosso a gran voce dalla società.

La pelle sembra diventare il collegamento con l’esterno, la nostra interfaccia con gli altri. Se è gradevole alla vista, gradevole secondo un trend estetico ben codificato, allora l’individuo si sente accettato, ben visto, a suo agio.

Siamo continuamente tempestatə da campagne pubblicitarie che, in modo pressante, ci invitano a far caso alla nostra pelle. La pelle deve essere radiosa, giovane, omogenea, elastica, senza imperfezioni, lucente e idratata. E continuamente, davanti ai nostri occhi, abbiamo immagini di pelli perfette; immagini che diventano lo standard a cui puntare e con cui paragonarci.

Per molte persone la pelle è un elemento fondante della propria identità ed è strettamente collegata al concetto di bellezza, soprattutto quando si tratta della pelle del viso.

Se insorgono problematiche come l’acne, psoriasi, eczemi alcune/i pazienti iniziano a sentirsi meno attraenti, inadeguate/i, fuori dalla norma.

Qui, in questo spazio di malessere, nasce la rabbia. Nasce dal senso di ingiustizia che si prova di fronte alla cieca casualità con cui le cose accadono. Dall’evidenza che “non succede a tutti, ma sta succedendo a me”.

A volte è la pelle stessa a diventare terreno di sfogo della rabbia: stuzzicata, strizzata, pizzicata, fino ad arrivare a veri e propri gesti di autolesionismo. Uno scenario non poco frequente di cui ho parlato in un articolo che puoi ritrovare QUI.

E la rabbia aumenta quando ad essere colpite sono persone che magari seguono delle routine di skincare scrupolose e attente. “Perché proprio a me, dottoressa?”

Di fronte a questi interrogativi, nel momento di crisi e di disagio, il modo di intervenire della medica/del medico può fare la differenza; è il  quadro in cui desidero diventare un’alleata attiva delle mie pazienti/dei miei pazienti per superare la rabbia.

Mi imbatto spesso in situazioni in cui la rabbia per la propria condizione dermatologica prende il sopravvento e ogni volta dedico a questo scenario grande attenzione e ascolto.

Per me, nella mia quotidianità professionale, esistono alcuni aspetti irrinunciabili che possono essere di grande aiuto per le pazienti/i pazienti.

Eccone alcuni.

DIAGNOSI ACCURATA E CURE ADEGUATE

Una diagnosi approfondita, dettagliatamente spiegata, in modo che la paziente/il paziente possa comprendere ogni aspetto, è già una grande risorsa.

Dedico sempre molto spazio e tempo a questa fase del colloquio clinico. Parlare insieme del problema, di come questo impatta sulla quotidianità, non è mai una perdita di tempo ma uno step fondamentale nella costruzione del rapporto medica/paziente e nella conoscenza di se stessə. Perché anche trovare le parole giuste per raccontarsi, per esternare come si sta vivendo il proprio problema, è parte integrante del percorso terapeutico e della gestione del disagio che ne deriva.

Sentirsi coinvoltə è importante perché permette di essere parti attive. Si può iniziare a trasformare l’idea che “sto subendo la malattia” in un percorso in cui la malattia viene compresa e affrontata. La frustrazione e il senso di impotenza diminuiscono e, così, anche la rabbia che ne deriva.

Lo stesso vale per le cure e i trattamenti: dedico molto tempo al confronto con le pazienti/i pazienti; mi interessa che si arrivi a delineare un percorso terapeutico sia efficace, sia adeguato alle esigenze delle persone. Al centro devono esserci sempre e comunque le persone e i loro bisogni.

Ecco perché mi informo sempre su come vivete una “giornata tipo” prima di creare uno schema terapeutico, cerco di adattare le cure alla vostra quotidianità (sport, lavoro, hobbies, preferenze personali, etiche, nutrizionali) e spesso stilo dei programmi dettagliati (“questo lo metti la mattina dopo quest’altro”, “le sere in cui non vai il palestra fai cosi”, ecc) per potervi rendere partecipi del cambiamento.

Alla fine se ci pensiamo bene, i miei sono consigli, ma i veri/le vere terapeute/i siete voi!

INFORMAZIONE, EDUCAZIONE E DIALOGO

Dedico molto tempo alla divulgazione e all’informazione che per me significa creare contenuti che possano educare le persone ad avere un rapporto più sano e consapevole con la propria pelle, il proprio corpo e i disturbi che insorgono.

E, soprattutto, lascio sempre aperto uno spazio di dialogo in cui confrontarsi serenamente e senza tabù, fare domande senza vergogna e trovare risposte adeguate e accorte.

Siamo circondatə da un’informazione troppo veloce e troppo polarizzata; l’individuo non ha lo spazio e il tempo necessari per riflettere su se stesso in maniera profonda e autonoma.

Così, quando ci troviamo di fronte ad un problema, ci sentiamo confusə e impreparatə. Qual è il mio posto nel mondo se la mia condizione, la mia malattia, il mio disturbo non aderiscono più a quel modello che è considerato “normale”, “bello”, “sano”?

Conoscere, invece, ci fa acquisire potere: impariamo a riconoscere le trappole del marketing e del consumismo; iniziamo a riflettere senza condizionamenti esterni e a valutare con più oggettività e gentilezza la nostra situazione.

Nella consapevolezza la rabbia perde il suo posto centrale per fare spazio al desiderio di agire in maniera determinata.

PROMUOVERE L’AUTOSTIMA E L’AMOR PROPRIO

Per me, per amare la propria pelle è necessario, in primo luogo, amare se stessə. Cioè, costruire un rapporto sano, gentile e positivo con il proprio corpo e la propria vita.

Questo aspetto viene ancora prima di qualsiasi cura o trattamento. Per questo ho chiamato il mio studio “Amor Proprio”: perché la promozione dell’accettazione, dell’autostima, della gentilezza verso se stessə sono la base solida della mia professione e anche gli ingredienti fondamentali capaci lenire e curare la rabbia.

E tu, che rapporto hai con la rabbia?

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Federica Osti - Dermatologa a Faenza
Federica Osti
Sono la Dottoressa Federica Osti, la tua dermatologa. Ti aiuto a riscoprire l’amore per la tua pelle. Fare la dermatologa per me è accompagnare, sostenere, informare, accogliere la persona e la sua famiglia in un percorso di cura che comprenda terapie e stili di vita.
Scrivimi cosa ne pensi!

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