Prurito e memoria: lo sapevi che sono collegati?

03/12/2022
Federica Osti
Prurito e memoria
Immagine: Wikimedia

È sicuramente uno dei sintomi più fastidiosi, limitanti, socialmente poco accettati, che le malattie della pelle presentano: il prurito.

Il prurito ti impedisce di dormire serenamente.
Il prurito ti fa grattare la pelle (e certo non lo puoi fare davanti alle altre persone, che penserebbero che sei una persona poco pulita, o parassitata da chissà quale strano acaro).
Per non parlare del prurito intimo, genitale o perianale, che ti tortura quando indossi i pantaloni e stai alla scrivania, e ti induce a contorcerti per non toccarti con le mani.
Il prurito ti deconcentra. Quando hai prurito non riesci a pensare ad altro che a grattarti o imprechi tutti i santi pensando “perché proprio adesso?” “Perché proprio a me?”.

Ho avuto l’occasione di studiare approfonditamente questo sintomo durante la stesura del mio libro “La pelle lo sa”, e ho scoperto qualcosa di veramente affascinante.
Lo sapevi che il prurito può essere sentito solo sulla pelle e in nessun altro organo del nostro corpo?
Altre sensazioni come ad esempio il dolore, il calore, sono sensazioni che possono essere percepite sulle pelle ma anche su altri organi. Possiamo sentire dolore intercostale quindi ai muscoli. Possiamo sentire dolore addominale quindi agli organi interni, ma non possiamo sentire prurito in altri organi che non siano la pelle!

Ora lo sappiamo bene grazie agli studi scientifici, ma una volta si credeva che dolore e prurito fossero la stessa cosa e che fossero sensazioni trasmesse dalle stesse fibre nervose.
Studiando la trasmissione nervosa dalla periferia fino al cervello si è scoperto che prurito e dolore viaggiano su fibre completamente diverse, come se il prurito viaggiasse in autostrada e il dolore sulle rotaie del Freccia Rossa.
Autostrada e Rotaie però parallele e vicine tra loro, che partono dalla pelle e arrivano al cervello.
Insomma hanno una sorta di rapporto parallelo tra di loro, pur essendo vie diverse.

E vuoi sapere la scoperta che più mi ha stupita leggendo gli studi?
Che il prurito si può tramutare il dolore!
Hai presente quando ti gratti in un punto preciso, magari per una fastidiosa puntura di insetto o perché hai una chiazza di eczema?
All’inizio l’atto del grattamento è quasi piacevole, perché ti calma il sintomo principale, ma se continua ad un certo punto cominci a sentire dolore alla pelle. Questa nuova sensazione a volte ti porta a smettere di grattarti, a volte no, perché al prurito si associano tantissime altre implicazioni sia nervose che psicologiche di cui magari parleremo meglio con la psicologa.

Se il prurito si può trasformare in dolore, non vale il contrario: il dolore non può trasformarsi in prurito!
Insomma, l’autostrada può diventare una rotaia, ma la rotaia non può diventare una autostrada (per continuare la similitudine che abbiamo fatto sopra).

Ti stai già grattando leggendo questo post?
Beh se lo stai facendo sappi che è una reazione ancestrale della tua mente e che ha un significato molto preciso legato alla tua sopravvivenza!
Esagero? No e ti spiego perché.

Il fatto che il prurito sia una sensazione altamente spiacevole, ci induce a volerla evitare. Esattamente come accade per il dolore. Il nostro cervello, che è orientato alla sopravvivenza, ci manda delle sensazioni spiacevoli quando andiamo incontro a qualcosa di potenzialmente pericoloso.
E poi è programmato per ricordarselo.
Sì, c’è una parte del nostro cervello dove è stipata la memoria della pelle.

Quando hai toccato per la prima volta una pianta di ortica, oppure quando ti ha punto la prima zanzara, hai avuto per la prima volta una sensazione fastidiosa di prurito correlata ad una azione precisa: toccare l’ortica / essere punti dall’insetto.
In una precisa parte del tuo cervello, quella azione e quella sensazione spiacevole sono state registrate come correlate e quindi da ora in avanti, ogni volta che il tuo corpo si avvicinerà ad una ortica, o anche solo al pensiero della pianta di ortica, il cervello ti dirà “stacci lontano, ti fa male”.

Se stai pensando che è una cosa banale, e che tu sai già benissimo che l’ortica fa prurito perché te lo aveva detto il nonno quando andavi a trovarlo alla casa di campagna, ti invito a pensare che queste sensazioni hanno origini molto più remote, ossia a quando l’Uomo primitivo non aveva idea del fatto che esistessero piante urticanti o velenose o che alcuni insetti come le zanzare potessero trasmettere delle malattie.
Grazie alla fastidiosa sensazione del prurito, anche l’Uomo primitivo ha sviluppato la memoria delle pelle che hai tu adesso e che aveva il nonno, che riconosce nel tempo che quella pianta o quell’insetto, vanno evitati per la nostra incolumità.

E tutto questo, è possibile solo ed esclusivamente grazie alla tua pelle!
Io lo trovo affascinante, e tu?

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Federica Osti - Dermatologa a Faenza
Federica Osti
Sono la Dottoressa Federica Osti, la tua dermatologa. Ti aiuto a riscoprire l’amore per la tua pelle. Fare la dermatologa per me è accompagnare, sostenere, informare, accogliere la persona e la sua famiglia in un percorso di cura che comprenda terapie e stili di vita.
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