Episodio 5

La cura non è obbligatoria

01/09/2025
Federica Osti
Ascolta “La cura non è obbligatoria” su Spreaker.

Mi accorgo che la società in cui viviamo spesso trasforma la cura di sé in un dovere morale, un imperativo sociale che non lascia spazio alla scelta individuale. Ma prendersi cura di sé dovrebbe essere una scelta, non un obbligo imposto dall’esterno.

Pensiamo al concetto di cura come viene narrato oggi: non è più solo una questione estetica o di benessere, ma diventa una questione di valore personale. Sei una persona degna, sei una persona meritevole se ti prendi cura di te, se rispondi agli standard imposti dalla società.

In questo senso, la cura viene moralizzata: non è più solo una questione di self-care, ma di dovere. Se non ti curi abbastanza, se non segui una determinata routine, se non fai il possibile per migliorarti, allora sei negligente, irresponsabile, quasi colpevole.

Ma chi stabilisce cosa vuol dire prendersi cura di sé?

Pensiamo a quante norme non scritte regolano la nostra percezione della cura. Se sei medico, devi avere un aspetto curato, devi incarnare l’idea della salute. Se hai una malattia della pelle, devi fare di tutto per nasconderla o eliminarla, perché altrimenti significa che non stai facendo abbastanza. Se hai un tumore, devi lottare, devi essere un guerriero, devi combattere.

E se invece una persona scegliesse di non combattere? Se una persona scegliesse di non curarsi?

Questa società fatica ad accettare il rifiuto della cura, perché lo considera una sfida alla razionalità. La razionalità è sopravvivere, fare il massimo per durare il più a lungo possibile. Ma questo pensiero non è universale. Ci sono persone per cui la qualità della vita ha più valore della durata. Ci sono persone che decidono di non sottoporsi a trattamenti invasivi perché non vogliono perdere il controllo sul proprio corpo, perché non vogliono subire trasformazioni che non riconoscono come proprie.

E allora cosa succede? Succede che vengono giudicate. Che chi sta loro intorno le considera egoiste, irresponsabili, irrazionali. Che si dice che non soffrono abbastanza per decidere di curarsi, che non danno abbastanza peso alla loro condizione.

Ma la cura è una scelta. E come tale deve essere rispettata.

Il problema è che la nostra società non concepisce la salute come qualcosa di disponibile. Pensiamo che la salute sia sacra, che vada preservata a tutti i costi, e che chi rinuncia a curarsi stia compiendo un atto insensato.

Ma chi ha detto che la vita deve essere vissuta solo in un certo modo? Chi ha deciso che chi rifiuta la cura sta sbagliando?

Pensiamo alle persone che decidono di non fare la chemioterapia per non perdere i capelli, per non sottoporsi agli effetti devastanti delle terapie. Pensiamo a chi sceglie di non farsi ricostruire il seno dopo un tumore, perché non si identifica più con un corpo che deve rispondere a certi standard estetici. Pensiamo a chi decide di accettare una malattia della pelle senza cercare di modificarla, perché non la vive come un problema.

E allora torniamo alla domanda iniziale: la cura è davvero un obbligo?

No.

La cura è un’opzione. Un’opzione che deve essere scelta in libertà, senza pressioni, senza giudizi, senza la paura di deludere gli altri. Nessuno ha il diritto di dire a qualcun altro come prendersi cura di sé. Nessuno ha il diritto di imporre una visione della salute che non tenga conto dell’unicità e della complessità di ogni individuo.

Dobbiamo liberarci dall’idea che esista un unico modo giusto di stare al mondo. Dobbiamo smettere di pensare che chi non si cura sia pigro, negligente, irresponsabile. Dobbiamo accettare che la salute non è solo una questione di durata, ma anche di qualità, di scelta, di autodeterminazione.

E forse, dobbiamo anche accettare che non tutto deve essere aggiustato, che non tutto deve essere migliorato, che non tutto deve essere combattuto.

Perché la vera cura, forse, inizia proprio quando ci concediamo la libertà di scegliere.

E tu, se nessuno ti giudicasse, come sceglieresti di prenderti cura di te?

Se vuoi, parliamone, puoi scrivermi e se, come me, sei affascinato/a da questi aspetti della convivenza con la tua pelle e vuoi approfondirli, in particolare se la tua pelle al momento non sta “funzionando” al meglio delle sue possibilità, ti aspetto nelle prossime puntate di CUTE.

Federica Osti - Dermatologa a Faenza
Federica Osti
Sono la Dottoressa Federica Osti, la tua dermatologa. Ti aiuto a riscoprire l’amore per la tua pelle. Fare la dermatologa per me è accompagnare, sostenere, informare, accogliere la persona e la sua famiglia in un percorso di cura che comprenda terapie e stili di vita.
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