Ciao io sono Federica Osti, faccio la dermatologa e questo è CUTE il podcast in cui guardiamo un po’ più in giù della superficie della nostra pelle e cerchiamo di capire cosa si nasconde di meraviglioso e insolito là sotto, al di là della superficie.
CUTE era il nome che volevo dare ad uno dei miei libri, poi e’ andata in modo diverso perché queste cose non si decidono mai da sole, ma stavolta non mi scappa!
CUTE in inglese significa “carino/a” “grazioso/a” “adorabile” e non possiamo certo dire che quando dall’esterno guardiamo o guardano la nostra pelle, noi vogliamo proprio sentirci cosi.
Quando poi arriva la malattia, la macchia, l’odore diverso ecco che non ci sentiamo più cosi “cute” e tocca capire come conviverci.
In italiano la definizione di CUTE è “L’involucro continuo che riveste tutto il corpo”, e io me lo sono sempre immaginato come un drappo di seta pregiata che fa da protezione ad un regalo unico e prezioso che è la nostra anima, la nostra essenza, il nostro nucleo pulsante.
Ecco con CUTE vorrei che scendessimo proprio lì, voglio darti degli strumenti per percorrere questo viaggio pressoché immobile ma profondo, per riscoprire attraverso la pelle, la preziosità di chi sei, libera/o dallo sguardo altrui.
Ti è mai capitato di sentirti smarritə di fronte a una diagnosi? O di percepire la cura della pelle come un insieme di istruzioni da seguire senza spazio per il dialogo e la comprensione? Se la risposta è sì, sappi che non sei solə.
Questo podcast nasce proprio per offrire una nuova prospettiva sulla cura della pelle e sulla relazione con il proprio corpo.
Non aspettarti qui il classico linguaggio medico distante e impersonale.
Qui voglio parlarti in modo diretto, semplice, profondo e senza filtri. La medicina non deve essere un monologo e non voglio che questo podcast sia una lezione frontale.
Voglio che sia un dialogo, un viaggio in cui possiamo ragionare insieme e scoprire nuovi modi per prenderci cura della pelle e di noi stessə, senza giudizi e senza pressione.
Un nuovo modo di fare dermatologia
La medicina tradizionale ha sempre visto la/il paziente come un destinatario passivo di un sapere che scende dall’alto. Un modello in cui la medica/il medico dice cosa fare e la/il paziente esegue senza questionare. Ma la verità è che la cura della pelle è molto più complessa di così. Non basta una crema o una prescrizione per risolvere ogni problema, e soprattutto non esiste una soluzione unica per tuttə.
Quello che voglio trasmetterti è che la dermatologia può essere un’esperienza di consapevolezza e crescita personale. Curare la pelle non significa solo eliminare i sintomi visibili, ma imparare a conoscere il proprio corpo, le proprie emozioni e i propri bisogni.
Voglio creare un luogo dove sia possibile fare domande senza paura di sembrare ingenui/e o inadeguati/e, perché nessuna domanda è stupida quando riguarda il nostro benessere.
Una profondità leggera
Forse ti starai chiedendo: “Ma di cosa parleremo in questo podcast?”. Parleremo di pelle, certo, ma lo faremo in un modo diverso dal solito.
In ogni episodio affronteremo un tema che c’entra sì con la pelle, ma anche con l’identità, le emozioni, il rapporto con il proprio corpo e con la società.
Perché la pelle non è solo un organo, ma un’interfaccia tra noi e il mondo. La pelle comunica, parla di noi, ci mette in relazione con gli altri e con noi stessi e noi stesse. E spesso, quando qualcosa non va, il problema non è solo fisico ma anche emotivo e sociale.
Il mio obiettivo è offrirti strumenti di consapevolezza per aiutarti a vivere il tuo percorso di cura con più libertà, autonomia e fiducia.
Parleremo di aspettative irrealistiche sulla pelle perfetta, di come la dermatologia sia influenzata dalla cultura e dalle mode, di quanto sia importante scegliere consapevolmente se curarsi o meno, di come il linguaggio che usiamo per parlare delle malattie possa condizionare il nostro rapporto con esse.
Un podcast per ragionare insieme
Non voglio darti risposte da manuale, voglio piuttosto stimolarti a farti delle domande. Voglio che ogni episodio ti lasci qualcosa su cui riflettere, che apra nuove prospettive.
Sei tu il centro di questo viaggio. Non voglio che ti senta passivə, ma che trovi in questo podcast uno spazio in cui sentirti accoltə e ascoltatə, anche se io sono dall’altra parte di un microfono.
E non preoccuparti: non sarà un podcast pesante o troppo accademico. È vero, parleremo di cose profonde, ma con quella che mi piace chiamare profondità leggera. Non si tratta di semplificare argomenti complessi, ma di renderli accessibili e vicini alla realtà di chi ascolta.
La cura della pelle come scelta, non come imposizione
Uno dei messaggi più importanti che voglio trasmetterti è che curarsi non deve essere un obbligo. Non esiste un’unica strada giusta, non esiste un percorso che va bene per tuttə. Esiste la tua strada, e il mio compito come dermatologa non è obbligarti a seguirne una precisa, ma accompagnarti nel trovare quella che fa per te.
E questo significa anche accettare che la cura della pelle non è sempre un dovere, ma una scelta. Sei tu a decidere se, come e quando prendertene cura.
Ecco perché in questo podcast parleremo anche della libertà di dire no ai trattamenti, della pressione sociale che ci spinge a voler “aggiustare” il nostro aspetto a tutti i costi, e di come costruire un rapporto sereno con la nostra pelle, senza sentirci inadeguatə o costantemente giudicatə.
Un viaggio che facciamo insieme
Ogni episodio sarà un passo in più per costruire una nuova visione della cura della pelle: una visione libera, consapevole, inclusiva e autentica. Voglio che tu ti senta liberə di esplorare il tuo rapporto con la pelle senza pressioni, senza sensi di colpa e senza paura di non essere abbastanza.
Quindi, se hai voglia di intraprendere questo viaggio con me, ti invito ad ascoltare la prossima puntata, inizieremo a smontare alcuni preconcetti sulla cura dermatologica e sulla pelle.
Nel frattempo, ti lascio con una domanda su cui riflettere: se nessuno ti giudicasse, se non ci fossero aspettative esterne, in che modo sceglieresti di prenderti cura della tua pelle? se ti va scrivimi le tue riflessioni nel form che trovi sotto la descrizione della puntata
Grazie per essere qui.
Cominciamo il nostro viaggio dalla superficie.


Buongiorno, mi chiamo Simona ho 52 anni e soffro di psoriasi da quando ne avevo 12, Sono arrivata all’età e alla consapevolezza per cui non mi mi curo del giudizio altrui , ma in passato non è sempre stato così. Il giudizio per l’aspetto fisico e anche per l’essere sorpresa a grattarmi (soprattutto la testa nel mio caso) mi importava. Oggi non mi preoccupa e non mi sento costretta a mettere magari maniche lunghe per coprire i gomiti o le gonne per coprire le gambe, ma una volta lo facevo. Oggi uso l’enstilar solo quando le chiazze arrivano a essere così infiammate da procurare fastidio o dolore. Approfitto per dirle GRAZIE, grazie per la sua divulgazione e per il cuore che mette in quello che fa.