Viviamo in un’epoca in cui la cultura dell’insufficienza, cioè l’idea che ciò che siamo e facciamo non sia mai abbastanza, sembra permeare molte sfere della nostra vita, influenzando le nostre percezioni, le nostre decisioni e persino la nostra salute.
Questa mentalità, spesso radicata nella paura della scarsità e in una visione altamente performativa della vita e dell’essere umano, può avere un impatto significativo su diverse aree della nostra esistenza.
In questo articolo, vorrei esplorare la cultura dell’insufficienza in generale e, per fare ciò, mi farò aiutare dalle idee espresse da Lynne Twist nel suo libro “The Soul of Money”.
Poi, collegherò in modo più specifico l’argomento all’ambito della malattia dermatologica.
LA CULTURA DELL’INSUFFICIENZA: UN’ANALISI GENERALE
La cultura dell’insufficienza è un fenomeno culturale molto diffuso che si manifesta quando le persone vivono costantemente nel timore della mancanza, di essere manchevoli di qualcosa.
Questo atteggiamento verso la vita, spesso radicato nella convinzione che ciò che abbiamo non sia mai abbastanza, può generare stress, ansia e insoddisfazione cronica.
E la società contemporanea, con il suo costante bombardamento di messaggi pubblicitari che promuovono l’acquisizione di beni materiali come mezzo per raggiungere la felicità, ha contribuito a perpetuare questa cultura.
Recentemente, ho letto il libro “The Soul of Money” di Lynne Twist, che offre una prospettiva interessante sulla connessione tra la nostra mentalità finanziaria e il modo in cui percepiamo la nostra vita.
Pur parlando, appunto, di mentalità finanziaria, questo testo mi ha aiutata ad approfondire la mia riflessione sulla cultura dell’insufficienza interiorizzata.
Infatti, l’autrice esplora profondamente la psicologia della scarsità, evidenziando come essa influenzi le nostre vite, le nostre relazioni e il nostro benessere generale. Twist invita il pubblico a riflettere sulle proprie percezioni del denaro e sulla connessione tra la mentalità della scarsità e la qualità della vita.
Viene proposto un ragionamento illuminante sul modo in cui la cultura dell’insufficienza si intreccia con la nostra visione del denaro e della vita. Twist incoraggia una presa di coscienza profonda sulla nostra relazione con il denaro, spingendoci a esplorare il concetto di “abbondanza sufficiente”.
L’idea di abbondanza sufficiente suggerisce che, invece di vivere nell’illusione della mancanza, possiamo coltivare una consapevolezza della sufficienza, apprezzando ciò che abbiamo e riconoscendo che siamo sufficienti così come siamo.
Riporto direttamente le sue parole che mi sembrano molto efficaci:
“Per me, e per molti di noi, il primo pensiero del mattino è “non ho dormito abbastanza”. Il secondo è “non ho abbastanza tempo”. Che sia vero o meno, il pensiero del “non abbastanza” ci balena in mente prima di poter metterlo in discussione o esaminarlo. Passiamo la maggior parte del nostro tempo a sentir parlare, spiegare, lamentarci o preoccuparci di ciò che non abbiamo a sufficienza… Prima ancora di metterci a sedere sul letto, prima ancora che i nostri piedi tocchino il pavimento, ci sentiamo già inadeguati, arretrati, perdenti, limitati. Prima di rimetterci a letto, di notte, le nostre menti si affannano in una litania di tutto quello che non abbiamo fatto o ottenuto durante la giornata. Andiamo a letto gravati di tali pensieri, e ci svegliamo fantasticando sulle stesse mancanze…“
LA CONNESSIONE TRA CULTURA DELL’INSUFFICIENZA E MALATTIE DERMATOLOGICHE
Applicando questo concetto all’ambito della salute e della malattia dermatologica, possiamo iniziare a comprendere che la cultura dell’insufficienza non è solo legata ai beni materiali, ma si estende anche al modo in cui percepiamo noi stessə.
Accettare la nostra pelle e coltivare la gratitudine per il nostro corpo può essere il primo passo verso un benessere cutaneo, e psicologico, duraturo.
Ci sono profonde connessioni tra benessere mentale e benessere della pelle. Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che lo stress e l’ansia possono avere effetti negativi sulla salute della pelle.
Quando si vive costantemente nella paura della mancanza, il corpo può reagire attraverso manifestazioni cutanee come l’eczema, la psoriasi o l’acne.
La pelle, essendo il nostro organo più esterno, parla di noi e di come stiamo, ed è spesso una manifestazione visibile dei nostri stati emotivi.
La cultura dell’insufficienza può alimentare l’autocritica spietata e l’auto-giudizio severo, contribuendo così a disturbi della pelle legati allo stress.
E dall’altra parte, questa mentalità tossica rende spesso più difficile e tortuoso il percorso terapeutico dermatologico.
Sentirsi costantemente inadeguatə, manchevoli di caratteristiche ritenute irrinunciabili e inadattə agli standard estetici, disincentiva l’efficacia del supporto medico, crea resistenze psicologiche che, di solito, hanno effetti negativi anche sull’iter terapeutico,
Si tratta, però, di temi molto delicati, che non possono essere liquidati con un atteggiamento motivazionale veloce e prescrittivo. La cultura dell’insufficienza si insinua in tantissimi ambiti della nostra vita e, perciò, necessita di essere considerata con profondità e con il giusto tempo.
Da medica, cerco di fare divulgazione su questi temi, di sensibilizzare la mentalità del mio pubblico e delle mie pazienti/dei miei pazienti. Agevolo sempre il dialogo, offro ascolto sincero e non giudicante.
In questo modo, si possono porre le basi per un’alleanza medica/paziente reale e duratura, che permetta alle persone di sviluppare consapevolezza sulle dinamiche pericolose e penalizzanti della cultura dell’insufficienza sulla loro salute.
E tu, hai mai sperimentato questa sensazione di scarsità?


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