Episodio 4

Non è una gara

15/08/2025
Federica Osti
Ascolta “Non è una gara” su Spreaker.

Viviamo in un contesto in cui tutto sembra una competizione: la crescita personale, il benessere, la consapevolezza, persino la cura della pelle. Se non miglioriamo costantemente, se non dimostriamo progressi visibili, se non perseguiamo con determinazione ogni possibile obiettivo, ci sembra di fallire. Ma la realtà è che non è una gara. Non dobbiamo sentirci obbligati a raggiungere determinati traguardi, a rispettare standard imposti dall’esterno, o a seguire il ritmo di qualcun altro.

La cura della pelle, così come la crescita personale, non è una corsa contro il tempo o contro gli altri. Siamo immersi in un’epoca che ha trasformato il benessere in una performance, in cui persino il migliorarsi diventa un imperativo. Ma perché? Per chi? Per cosa?

Il rischio della performance

L’idea della crescita personale e del miglioramento continuo è diventata pervasiva, ma ha assunto una connotazione tossica. Siamo immersi in un contesto consumistico, dove ogni percorso deve essere misurabile, quantificabile, visibile. Se non possiamo mostrarne i risultati, sembra che non valga nulla. Questo vale anche per la cura della pelle: se un trattamento non porta a un cambiamento evidente e rapido, se la pelle non risponde in modo spettacolare, sentiamo di aver fallito.

Ma il benessere non è un esame da superare, né un traguardo da tagliare il prima possibile. Non dobbiamo sentirci sotto pressione per dover essere sempre migliori, più sani, più performanti. Migliorare può essere un’opzione, non un obbligo.

Accettare di stare dove siamo

Viviamo in una società che teme il disagio, l’attesa, la fragilità. Qualsiasi condizione scomoda deve essere eliminata immediatamente, qualsiasi dolore deve essere soppresso, qualsiasi difetto deve essere corretto. Ma non sempre la soluzione sta nell’azione immediata.

A volte, il primo passo verso il benessere è accettare di stare dove siamo. Esattamente come nello yoga, dove imparare a stare in una posizione scomoda porta benefici a lungo termine, anche nella cura della pelle o della nostra salute più in generale è importante fermarsi, ascoltarsi e valutare se abbiamo le energie per affrontare un percorso. Possiamo decidere di non farlo ora, di aspettare, di scegliere un’altra strada. E va bene così.

Non sempre dobbiamo combattere

La malattia, il disagio, il sintomo vengono spesso percepiti come qualcosa da eliminare a tutti i costi. Ma non sempre dobbiamo entrare in guerra con il nostro corpo. A volte, il sintomo è un messaggio. L’ansia, il prurito, il rossore, il dolore, sono segnali che il nostro corpo ci manda per dirci qualcosa. Sopprimerli senza comprenderli è come mettere la polvere sotto il tappeto.

Ad esempio, in dermatologia, l’uso del cortisone è spesso la soluzione più rapida ed efficace per spegnere un’infiammazione. Ma spegnere un sintomo non significa risolvere il problema. È una soluzione immediata, certo, ma non ci permette di comprendere la causa sottostante. A volte, invece di cercare di cancellare tutto subito, è più utile fermarsi e osservare: da dove viene questo sintomo? Che cosa sta cercando di comunicarmi il mio corpo?

Il confronto con gli altri

Un altro aspetto che ci mette sotto pressione è il confronto. Vediamo persone che hanno risolto il nostro stesso problema e ci sentiamo in dovere di fare altrettanto. Ma la verità è che nessuna esperienza è replicabile in modo identico. Ogni persona ha un corpo diverso, una storia diversa, risorse e bisogni differenti.

Il fatto che qualcun altro abbia scelto un determinato percorso non significa che sia il migliore anche per noi. Possiamo prendere ispirazione, certo, ma dobbiamo chiederci: voglio davvero arrivare lì? Mi interessa davvero ottenere quel risultato? E se la risposta è sì, dobbiamo chiederci anche: ho le energie, le risorse e il desiderio di affrontare il percorso che serve per arrivarci?

Non dobbiamo sentirci in dovere di fare una scelta solo perché qualcuno l’ha fatta prima di noi. La cura della pelle, come qualsiasi altro percorso di benessere, deve essere su misura per noi.

La libertà di scegliere

Non dobbiamo per forza fare tutto adesso. Non dobbiamo per forza migliorare, cambiare, evolvere. Possiamo scegliere di stare dove siamo. Possiamo decidere che, in questo momento, non vogliamo intraprendere un percorso impegnativo. E non significa arrendersi. Significa ascoltarsi e rispettare i propri tempi.

Spesso si confonde l’accettazione con la rassegnazione. Ma accettare non significa smettere di desiderare un cambiamento, significa riconoscere il proprio stato attuale senza giudizio. Significa dire: “Io ora sono qui, e va bene così”. Se e quando sentirò il bisogno di fare un passo avanti, lo farò. Ma non perché mi sento obbligato, non perché qualcuno mi ha fatto sentire inadeguato, non perché devo dimostrare qualcosa.

Prendersi cura di sé non dovrebbe mai essere un dovere, né una gara. Dovrebbe essere una scelta consapevole, libera, personale. Se sentiamo di voler cambiare qualcosa, possiamo farlo, ma solo se lo vogliamo davvero, e solo ai nostri tempi.

Non c’è un modo giusto o sbagliato di affrontare il proprio percorso di benessere. C’è solo il nostro modo. E va bene così.

Se vuoi, parliamone, puoi scrivermi e se, come me, sei affascinato/a da questi aspetti della convivenza con la tua pelle e vuoi approfondirli, in particolare se la tua pelle al momento non sta “funzionando” al meglio delle sue possibilità, ti aspetto nelle prossime puntate di CUTE.

Federica Osti - Dermatologa a Faenza
Federica Osti
Sono la Dottoressa Federica Osti, la tua dermatologa. Ti aiuto a riscoprire l’amore per la tua pelle. Fare la dermatologa per me è accompagnare, sostenere, informare, accogliere la persona e la sua famiglia in un percorso di cura che comprenda terapie e stili di vita.
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