Avere una pelle perfetta è un obiettivo che ha interessato e interessa molte persone, epoche e culture. Diciamo che l’essere umano tende a costruirsi un proprio concetto di “perfezione” e anche la pelle perfetta diventa un ideale che molti individui inseguono.
Succede spesso, però, che questi concetti e ideali vengano elaborati senza considerare la realtà della variazione umana e genetica e, soprattutto, senza rilevare le manipolazioni digitali che di frequente accompagnano le immagini che vediamo.
In questo articolo vorrei esplorare l’importanza della consapevolezza critica rispetto a ciò che vediamo, la vergogna che può emergere dal confronto con standard irrealistici e il ruolo che la medica/il medico e la dermatologia possono avere nel promuovere un atteggiamento più sano verso l’aspetto cutaneo.
IL POTERE DELLE IMMAGINI E IL MITO DELLA PELLE PERFETTA
Ogni giorno, le persone sono sollecitate da tantissime immagini di bellezza e perfezione del tutto irraggiungibili. Ci sono le pubblicità in tv, nelle strade e nelle vetrine e ci sono, sempre più presenti, i volti ritoccati di influencer e personaggi famosi che popolano i social.
L’ideale di una pelle perfetta, senza imperfezioni, senza tempo è onnipresente e pressante. Questa continua sollecitazione visiva non è innocua: al contrario, fa nascere aspettative irrealistiche, sovradimensionate e spesso inaccessibili per la maggior parte delle persone, generando frustrazione e insoddisfazione verso il proprio aspetto naturale.
La pelle senza ritocchi e filtri viene raccontata come se la sua naturalezza fosse un problema da risolvere, un errore, una disfunzione. E, se poi, parliamo di malattia cutanea, qui subentra una vera e propria censura che chiede alle persone di coprire e sistemare ciò che è considerato inadeguato e impresentabile.
Ciò che si allontana dallo standard mediatico va subito sistemato, senza indecisione né dubbio. È un obbligo dal quale non si può fuggire se non si vuole essere tagliati fuori. Avere una pelle perfetta non è più solo un consiglio di bellezza ma un dogma e un obbligo morale.
LA VERGOGNA CUTANEA
Se non si ha una pelle perfetta, la vergogna legata all’aspetto cutaneo può avere profonde ripercussioni emotive, sociali e psicologiche sulla persona. Non si tratta di un “vezzo“, un capriccio; si sta parlando di una vera e propria forma di sofferenza e dolore che interessa un numero importante di persone.
Ad esserne colpite sono soprattutto le persone molto giovani e le donne perché in entrambi i casi si tratta di gruppi di individui molto sottoposti alla pressione e alla richiesta sociale
La vergogna allontana, esclude, divide e discrimina. Ci si sente inadatti al mondo, inadeguati nella realtà, lontani da ciò che è considerato buono e giusto.
Questo fenomeno non è soltanto un problema individuale ma si estende a un problema sociale, poiché influisce sul benessere generale e sulla qualità della vita di intere comunità.
LA CONSAPEVOLEZZA CRITICA COME STRUMENTO DI DIFESA
In questo scenario, l’educazione alla consapevolezza critica serve come strumento essenziale per difendersi dalle influenze negative ed escludenti.
Per esempio, imparare a riconoscere e a criticare le tecniche di marketing e le tecnologie di ritocco delle immagini può aiutare le persone a distanziarsi dagli standard non realistici, a comprendere qual è la realtà, ad accettarla e a valorizzare una visione più autentica della bellezza.
Da medica dermatologa sento il dovere di promuovere un’immagine più realistica e inclusiva della pelle. Per me è importante spiegare e mostrare com’è davvero una pelle “normale” e sottolineare la bellezza della diversità cutanea.
La dermatologia non deve limitarsi al trattamento delle malattie della pelle; ha anche un ruolo educativo e sociale da svolgere. Le dermatologhe e i dermatologi possono diventare ambasciatrici/ori di un approccio più sano verso la pelle, insegnando alle pazienti/ai pazienti non solo a curare la pelle, ma anche ad osservarla nella sua naturalezza e ad accettarla per quella che è.
Promuovere una conoscenza approfondita, diffondere una diversa mentalità, mostrare le evidenze delle illusioni intorno a noi può demistificare molti miti e ridurre lo stigma e la vergogna associata a queste condizioni.
COME COSTRUIRE UNA CONSAPEVOLEZZA CRITICA
Oggi esistono numerose iniziative e movimenti culturali che si attivano per cambiare e rendere più sano il rapporto e la percezione nei confronti della pelle.
Sono nate campagne di sensibilizzazione che includono persone con varie condizioni dermatologiche, movimenti di attivismo che promuovono la self-acceptance e la body positivity; proposte di media che puntano sulla diffusione di modelli di bellezza diversificati. Tutto ciò può avere un impatto significativo e può liberare la società dal fardello della perfezione.
Questi sforzi collettivi non solo aiutano l’individuo ma possono anche innescare un cambiamento culturale duraturo verso l’accettazione e l’apprezzamento della diversità della pelle.
Inoltre, a mio parere, ci sono alcuni aspetti su cui ogni persona può soffermarsi per migliorare il proprio senso critico, il rapporto con la propria pelle e contribuire all’evoluzione sociale:
- Educazione ai media: imparare a comprendere il linguaggio dei media; rilevare le tecniche di manipolazione, di ritocco nelle immagini pubblicitarie e il marketing può aiutare a sviluppare un filtro critico quando si consumano contenuti visivi;
- Dialogo aperto: parlare apertamente delle proprie insicurezze può aiutare a normalizzare le esperienze condivise riguardo all’aspetto cutaneo, riducendo la vergogna e promuovendo un supporto reciproco;
- Seguire dermatologhe/dermatologi con una visione critica e una sensibilità per la crescita personale: selezionare quelle professioniste/quei professionisti che non si focalizzano solo sulla diagnosi e sulla terapia, ma anche sugli aspetti sociali e umani legati alla malattia cutanea può aiutare ad ampliare la propria visione, a decostruire le credenze tossiche e a riacquisire un rapporto sano con la propria pelle.
E tu, come vivi questa continua richiesta di perfezione?


0 commenti