La parità di genere e l’emancipazione femminile continuano a essere temi centrali e per niente esauriti; obiettivi ancora da perseguire con attenzione e collaborazione.
Nel tempo mi sono accorta che questi aspetti interessano molto anche il mio lavoro, sia nel modo in cui ho deciso di organizzare la mia attività, sia per come ho scelto di parlare delle donne, del loro corpo e delle loro scelte.
LA VALORIZZAZIONE DEL LAVORO FEMMINILE
Nel mio studio ho assunto solo collaboratrici donne perché per me è importantissimo valorizzare e promuovere il lavoro femminile. L’indipendenza economica delle donne è il punto di partenza per qualsiasi discorso che riguardi l’abbattimento delle discriminazioni, delle disparità e della violenza di genere.
Essa contribuisce all’autodeterminazione e al potere personale, oltre che a nutrire e sostenere l’autostima e il benessere mentale.
Non si tratta solamente di un traguardo di equità di genere, è una necessità impellente per la salute e il benessere complessivo della società.
Quando le donne hanno accesso a opportunità economiche e possono generare un proprio reddito, ne conseguono numerosi benefici, per esempio, l’aumento della capacità decisionale all’interno della società e della famiglia e la riduzione della vulnerabilità e della dipendenza da rapporti spesso diseguali o abusivi.
Disporre di un reddito proprio permette alle donne di fare scelte libere riguardo alla propria vita, inclusi aspetti fondamentali come la salute, l’istruzione e l’investimento in attività imprenditoriali.
Contribuire alla crescita professionale delle donne è uno degli obiettivi del mio lavoro e aver costruito un ambiente fatto di donne che collaborano e crescono insieme, credo possa essere d’ispirazione anche per le altre persone.
IL RUOLO DELLA DERMATOLOGIA NELLA PROMOZIONE DELL’EMANCIPAZIONE FEMMINILE
Potrebbe sembrare insolito collegare la dermatologia all’emancipazione delle donne, ma la realtà è che la salute e l’aspetto della pelle giocano un ruolo cruciale nell’autostima e senso di autoefficacia.
Spesso alcune condizioni dermatologiche danneggiano la qualità della vita delle pazienti e possono compromettere direttamente la loro sicurezza in ambito professionale e sociale.
In molti contesti lavorativi, l’immagine personale può influenzare significativamente le opportunità di carriera ma, soprattutto, la società impone standard fisici ed estetici ai quali difficilmente riusciamo a rimanere indifferentə.
Questo accade a tutti gli esseri umani ma l’aspetto estetico ei corpi delle donne sono stati maggiormente sottoposti alle pressioni delle aspettative sociali.
Così, nella mia attività di dermatologa accolgo queste problematiche e cerco di trasformarle in momenti di riflessione e crescita personale.
Desidero comprendere a fondo quali siano i bisogni reali delle mie pazienti, discuterne e capire cosa possiamo fare insieme per soddisfarli.
Non esiste un modo giusto o sbagliato di considerare la cura della propria pelle. Nel mio percorso professionale, ho incontrato varie donne le cui carriere e scelte di vita sono state trasformate grazie al trattamento di malattie della pelle che in passato le avevano rese insicure o timorose di esprimersi.
Altre, invece, attraverso il dialogo e la riflessione condivisa, hanno capito che avere una pelle perfetta non era un desiderio reale e personale, ma indotto da immagini esterne.
In entrambi i casi, a mio parere, la medica/il medico dovrebbe mettersi in ascolto e, grazie all’empatia e alle conoscenze della sua materia, individuare il percorso terapeutico più adatto alla paziente sotto tutti i punti di vista.
L’obiettivo che mi pongo, in ogni scenario, è che la scelta, qualunque sia, risulti sempre libera, autodeterminata e consapevole; e questo obiettivo si può raggiungere solo quando si crea un tempo e uno spazio adeguati per approfondire le questioni e riflettere su tutte le possibilità.
UN CAMBIAMENTO SOCIALE SOSTENUTO DALLA COMUNITÀ MEDICA
Come mediche/medici, abbiamo il dovere etico di sostenere e promuovere la salute e il benessere, ma anche di considerare come il nostro lavoro possa influenzare aspetti più ampi della vita delle/dei pazienti e della società.
Sostenere l’autonomia delle donne con il nostro lavoro è un esempio di come possiamo contribuire attivamente al miglioramento della società; possiamo estendere l’impatto del nostro lavoro oltre gli ambulatori e gli ospedali.
Per me è una responsabilità che trascende i confini professionali e che può essere sostenuta anche attraverso il campo della dermatologia. Facilitando il rapporto con le cure, migliorando l’autostima e l’accettazione legate all’immagine corporea, sostenendo la libertà di scelta delle donne; così, la dermatologia non solo cura la pelle ma aiuta a costruire una società più giusta e paritaria.
In questo modo, il mio essere dermatologa non si limita a trattare i sintomi ma diventa un vero e proprio strumento di empowerment femminile.
E per te, quali aspetti migliorano l’emancipazione e l’autodeterminazione delle donne?


Ciao Federica, che dire che non già raccontato in modo splendido. Condivido il tuo pensiero e il tuo modo di approcciarti ai pazienti.
Meno male ci sono persone come te.
Continua così, per me sei super.
Grazie mille per tutto l’impegno.