PAURA DEL FARMACO E INFORMAZIONE

26/02/2024
Federica Osti
Medica che dialoga con paziente sul tema della paura del farmaco

Nel percorso terapeutico, talvolta, la paura del farmaco, del “chimico”, rappresenta un aspetto non trascurabile per moltə pazienti. Nella mia esperienza spesso mi sono trovata di fronte a frasi del tipo: “non mi dia l’antibiotico, eh!” o “Io sono contrariə ai farmaci!”.

Questi sono pensieri che hanno una loro importanza, sono l’espressione verbale di una preoccupazione profonda che merita di essere ascoltata, compresa e analizzata. 

In questo articolo vorrei sviluppare una riflessione sulle radici di questa paura e provare a suggerire alcune possibili vie per una maggiore accettazione informata e consapevole dei trattamenti medici.

LA PAURA DEL FARMACO: LE ORIGINI E COME SI MANIFESTA

Il sospetto o il rifiuto nei confronti dei farmaci può avere radici diverse. 

Può esserci la preoccupazione per gli effetti collaterali, alimentata da esperienze personali o storie sentite e riportate. Razionalmente sappiamo che ogni situazione è diversa, che ogni corpo reagisce in modo differente e che un caso, due casi, ciò che fa parte della nostra esperienza individuale o limitata, non costituisce la regola né tantomeno un dato o una legge statistica.

Lo sappiamo, ma il fatto che possa esistere anche solo una piccola percentuale di errore o di eccezione, può causare angoscia e minare la serenità della/del paziente.

Per altre persone, invece, ci può essere una diffidenza, un pregiudizio negativo verso ciò che è definito “chimico” o “non naturale”: In quest’ottica i termini chimico e naturale vengono considerati opposti, contrari di significato: ciò che è naturale è percepito come puro, incontaminato, innocuo, salutare, buono. Ciò che è chimico, invece, viene giudicato artificiale, dannoso, nocivo, tossico, cattivo.  

Infine, la complessità dei nomi dei farmaci può rafforzare l’idea che si tratti di sostanze estranee, astruse, inumane e potenzialmente dannose.

IL POTERE DELL’INFORMAZIONE E DELLA CONOSCENZA PER DECOSTRUIRE LA PAURA DEL FARMACO

Questi pregiudizi nei confronti dei farmaci sono esagerazioni immotivate? Idee e reazioni semplicemente irrazionali? Atteggiamenti ridicoli da censurare e biasimare?

No, sono risposte umane all’incertezza e all’ignoto, al non conosciuto. La paura, spesso, è la conseguenza di un vuoto conoscitivo che annebbia la razionalità; di una disinformazione che alimenta il pregiudizio e la falsa credenza; di un dislivello comunicativo e informativo che penalizza il ragionamento e privilegia la ricerca di risposte veloci e facili.

Da medica credo profondamente nel potere dell’informazione, della condivisione paritaria, diretta e puntuale di conoscenze utili ad una comprensione ampia e realistica dell’iter terapeutico. 

La/il paziente è il centro del percorso terapeutico, è parte attiva e, quindi, deve essere adeguatamente informatə. Ricordiamoci che il consenso che una/un paziente sottoscrive per un trattamento medico e/o terapeutico si chiama, appunto, “consenso informato”: sono infomatə, conosco, quindi posso scegliere responsabilmente, consapevolmente e in maniera autonoma e autodeterminata. 

IL RUOLO DEL/DELLA MEDICə NELLA DECOSTRUZIONE DEI PREGIUDIZI

Da anni mi occupo di divulgazione non solo sui social ma anche, e soprattutto, nella quotidianità dell’ambulatorio; ed è proprio qui, nella relazione tra medica e paziente, che riesco a rilevare il potere e l’utilità dell’informazione e della conoscenza. 

L’accesso a informazioni chiare, accurate e comprensibili gioca un ruolo centrale nel superare la paura dei farmaci.

Utilissimo è partire dalle definizioni,  fare chiarezza sui termini, spiegare gli errori concettuali diffusi nel senso comune, argomentare bene e scientificamente. 

Per esempio, può essere rivelatorio sapere che ogni sostanza, naturale o sintetica che sia, è chimica. L’acqua, essenziale per la vita, è una “sostanza chimica”, è una molecola composta da atomi di idrogeno e ossigeno legati tra loro attraverso legami chimici. 

Ciò che è chimico può essere anche naturale; così come ciò che è naturale è chimico. In realtà, nel linguaggio comune quando si utilizza “chimico”, soprattutto con un’accezione negativa, di solito si sta intendendo “sintetico”, da sintesi, cioè prodotto artificialmente in laboratorio.

Ma la differenziazione tra naturale e sintetico non è di per sé un indicatore di sicurezza o pericolosità, è un semplice dato sull’origine di una sostanza. Naturale non è buono o cattivo, può essere innocuo così come può essere pericoloso per la salute di tutti o di alcuni esseri umani. Lo stesso vale per ciò che è sintetico. 

Molti farmaci contengono composti naturali che talvolta possono essere prodotti in laboratorio e magari la loro sintesi è più vantaggiosa per la salute perché permette di garantire purezza, stabilità e dosaggio preciso, elementi fondamentali per un trattamento efficace e sicuro.

Pensando, poi, alla paura degli effetti collaterali è comprensibile, ma è importante collocarla nel contesto del bilancio rischi-benefici che caratterizza ogni decisione medica. 

Gli effetti collaterali sono possibili, ma devono essere valutati e quantificati rispetto ai benefici del trattamento. Davvero i possibili effetti collaterali superano i benefici?Si deve capire, cioè, qual è la loro reale incidenza e se l’eventualità di un rischio è concreta o è solo una remota possibilità.

AUTODETERMINAZIONE E SCELTA CONSAPEVOLE

La comunicazione aperta con la/il medicə, che include la condivisione e la discussione di preoccupazioni e aspettative, è cruciale per muoversi adeguatamente nella complessità che abbiamo descritto..

Accettare un trattamento farmacologico non significa rinunciare all’autodeterminazione, ai propri valori o adeguarsi al volere della/del medicə. Significa, invece, fare una scelta consapevole basata su una comprensione profonda dei benefici, dei rischi e delle alternative disponibili. 

In questo processo, la/il medicə è una/un alleatə fondamentale, una/un consulente che ha il dovere di guidare la/il paziente nelle scelte terapeutiche con empatia e professionalità.

La paura del farmaco e del “chimico”, quindi, è un sentimento umano che riflette preoccupazioni legittime riguardo alla salute e al benessere. Attraverso l’informazione, il dialogo e un approccio equilibrato, è possibile trasformare questa paura in una comprensione che permetta di riacquisire il proprio potere decisionale e la propria serenità.

E tu, hai mai avuto paura di assumere farmaci?

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Federica Osti - Dermatologa a Faenza
Federica Osti
Sono la Dottoressa Federica Osti, la tua dermatologa. Ti aiuto a riscoprire l’amore per la tua pelle. Fare la dermatologa per me è accompagnare, sostenere, informare, accogliere la persona e la sua famiglia in un percorso di cura che comprenda terapie e stili di vita.
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