Perché è possibile ricevere opinioni mediche differenti?

14/07/2023
Federica Osti
Federica Osti - Dermatologa - Perché riceviamo opinioni o diagnosi mediche diverse tra loro

Perché, talvolta, ci vengono fornite diagnosi discrepanti, addirittura contrastanti?

Se la matematica non è un’opinione… la medicina un po’ lo è!
È evidente che questa è un’affermazione volutamente esagerata, anche illogica se vogliamo, perché mette a confronto due discipline profondamente diverse e che fanno parte di insiemi di realtà molto differenti.
Ma enfatizzare questo errore, utilizzare questa iperbole voluta, ci aiuta a porre l’attenzione su una credenza opposta molto comune, quanto diffusa, che spesso distorce la nostra valutazione della realtà, cioè, l’idea che la medicina sia una scienza esatta.

La medicina è scienza ma non è esatta!

Scienze esatte sono la matematica, prima fra tutte; la fisica, la chimica, la statistica, cioè tutte quelle scienze che utilizzano un metodo rigoroso e oggettivo e che cercano leggi e teorie precise capaci di descrivere e spiegare i fenomeni osservati.
La medicina si muove su presupposti un po’ diversi perché si basa su una comprensione scientifica, non su leggi e teorie assolute, del corpo umano, che è un sistema complesso e ricco di variabili. Si occupa della cura e della gestione della salute umana,  un concetto molto fluido e suscettibile di diverse interpretazioni.
La medicina, quindi, ha a che fare con le persone in tutta la loro variegata complessità biologica ed esistenziale.

Anche solo considerando questi presupposti, possiamo ben immaginare la possibilità di uno scenario in cui la diagnosi non è un dato del tutto incontrovertibile, ma interpretabile, rivedibile, opinabile.
Non succede sempre così, ma può capitare.

Di recente, è capitato anche a me, o meglio, ad una mia paziente: cioè, consultando legittimamente una second opinion ha ricevuto una diagnosi differente da quella che aveva ricevuto da me.
Non è stato un momento facile, devo essere sincera. Perché se rimango sul piano razionale, tutto mi è chiaro. Ma come si fa a rimanere nel razionale e basta quando si tratta della vita e della salute di un essere umano?

Noi medicə a volte viviamo questi episodi come situazioni statisticamente nella norma, comprensibili, comuni… Oppure, reagiamo infastiditə, ci sentiamo scavalcatə se il/la paziente si rivolge ad altrə professionistə. Ma la persona… la persona non è un numero e, soprattutto, non è un numero per se stessa.
E io non volevo cadere in questo errore; desideravo accogliere la mia paziente nel suo specifico momento, nella difficoltà e nella confusione che avvertiva.

Il centro di questa situazione non ero io, ma lei. Lei che aveva avuto grande coraggio e soprattutto grande fiducia nei miei confronti, nel parlarmi di quanto era accaduto. Sono sempre felice quando i/le miei/mie pazienti si sentono liberə di aprirsi con sincerità.
Allora da lei dovevo partire. Le ho lasciato lo spazio e la pazienza per poter esprimere liberamente i suoi pensieri, le sue emozioni, le sue perplessità. L’ho ascoltata con presenza e senza giudizio.
Ho provato a immedesimarmi nel suo comprensibile smarrimento, nel suo sentire autentico e, poi le ho suggerito alcuni spunti di riflessione; era importante per me che la paziente non ne uscisse sfiduciata ma consapevole del fatto che la situazione in cui si trovava era affrontabile e gestibile.
Era importante che comprendesse perché è possibile ricevere due diagnosi e, riflettendo, potesse operare una scelta libera.

Ma, quindi, perché capita che consultando due (o più) specialistə si ricevano, appunto diagnosi differenti?
Abbiamo accennato alcuni presupposti che rendono possibile questo scenario ma proviamo ad andare a fondo del perché è possibile che consultando medicə diversi si ricevano diagnosi diverse.

1- COMPLESSITÀ DELLA MEDICINA

In medicina esistono migliaia e migliaia di malattie, alcune delle quali hanno sintomi e manifestazioni simili. A volte, il percorso per arrivare ad una diagnosi certa e definitiva può essere tortuoso e caratterizzato da vari tentativi.
Ciò non significa che lo specialista/la specialista improvvisino e sperimentino a caso sulla nostra pelle. Significa che, dopo un’attenta valutazione, formuleranno un’ipotesi e, applicando il metodo scientifico, seguiranno un percorso diagnostico e terapeutico che potrà (o meno) confermare quell’ipotesi iniziale.
Se l’ipotesi non verrà confermata, verrà strutturato un nuovo percorso.

Ne consegue naturalmente che specialistə differenti potrebbero non partire da un punto di vista identico e, quindi, avere un’ipotesi iniziale differente.
Di fatto, la discrepanza tra diagnosi, non è necessariamente frutto di un errore; semmai, riflette proprio la complessità in cui la medicina si muove.

2- SOGGETTIVITÀ DEI SINTOMI

Ogni professionista ha una sua esperienza clinica e una sua conoscenza; per questo, talvolta, può esserci una variabile soggettiva nell’osservare i sintomi.
Alcuni saranno incontrovertibili, altri avranno bisogno di essere interpretati; e nell’interpretazione è sempre presente il filtro dell’essere umano che sta interpretando.
Inoltre, è anche soggettivo il modo in cui ogni paziente percepisce, elabora e, poi, riporta i sintomi.

Quest’ultimo aspetto è davvero rilevante. Infatti, dobbiamo ammettere che spesso nell’iter diagnostico i medici/le mediche si trovano in una certa condizione di dipendenza dalle informazioni che vengono fornite dai pazienti/dalle pazienti.
Ogni essere umano reagisce in un modo personale al dolore, alla sofferenza, al fastidio, alle cure, ai farmaci; inoltre, ogni individuo è portatore di una storia specifica e di un sistema molto complesso di valori, credenze, giudizi.
Ognunə, cioè, ha un modo unico di concepire la malattia e ogni corpo ha una sua modalità di reagire alla malattia e, quindi, sarà unico e soggettivo il rapporto che ogni persona svilupperà con essa e la narrazione che ne farà.
Il medico/la medica deve avere una consapevolezza molto profonda di questi aspetti, così da avvicinarsi in modo sempre più adeguato al sentire del/della paziente e poter agevolare una comunicazione spontanea, dettagliata, rispettosa del/della paziente e fedele alla realtà.

3 – INDIVIDUALITÀ DEI MEDICI/DELLE MEDICHE

Ogni medicə, oltre ad interpretare in maniera soggettiva alcuni sintomi, è anche caraterizzatə da una sua individualità nell’essere medicə. Ogni specialista ha seguito un suo iter formativo, si è specializzatə in un determinato campo e ha sviluppato un approccio particolare alla professione.

Ci sono medicə che prediligono un iter diagnostico più classico e fedele alle opinioni comuni, ai dati maggiormente condivisi e alla letteratura più diffusa; altri, invece, hanno uno sguardo più interessato ai nuovi sviluppi e ai progressi della medicina.
In effetti, entrambi gli approcci sono validi: da una parte, in medicina si raccolgono dati statistici e si organizzano studi clinici per la costruzione e condivisione di modelli e riferimenti solidi. Dall’altra, la ricerca e il progresso sono elementi essenziali di questa materia che, grazie ad essi, può evolvere ed essere sempre più efficiente.

Inoltre, ogni medicə sviluppa una propria visione dei concetti di salute, malattia, terapia e relazione medico-paziente che influenzeranno il suo modo di intervenire.
Solo grazie ad una comunicazione chiara e trasparente, il/la paziente potrà valutare e scegliere consapevolmente e in maniera autodeterminata.

Questi sono alcuni aspetti da considerare quando si è di fronte a diagnosi diverse per non cadere in estremismi e in credenze fuorvianti, ricordandosi, inoltre, che chiedere una second opinion è un diritto indiscutibile di ogni paziente.
Sarà sempre e comunque, il/la paziente a decidere a chi affidare la propria salute; a tal proposito, ho scritto un articolo con alcuni consigli sempre utili per scegliere il/la specialista adattə a te, lo trovi QUI (parlo dei dermatologi, ma sono consigli utili per tutte le specialità!).

Ti sei mai trovatə di fronte a due diagnosi differenti o, addirittura, opposte?

Vuoi condividere il mio articolo?

Federica Osti - Dermatologa a Faenza
Federica Osti
Sono la Dottoressa Federica Osti, la tua dermatologa. Ti aiuto a riscoprire l’amore per la tua pelle. Fare la dermatologa per me è accompagnare, sostenere, informare, accogliere la persona e la sua famiglia in un percorso di cura che comprenda terapie e stili di vita.
Scrivimi cosa ne pensi!

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *